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L’e-commerce non soffre la crisi: ecco come sostiene il rilancio delle imprese

7 ottobre 2020

L’e-commerce non soffre la crisi: ecco come sostiene il rilancio delle imprese

I dati indicano una crescita esponenziale dell’e-commerce, in seguito al ricorso da parte delle aziende alla digitalizzazione delle procedure per far fronte all’emergenza sanitaria. In questo contesto, le Camere di commercio si sono mosse con iniziative a supporto delle imprese.

 

ll commercio sul web, secondo i dati del consorzio Netcomm, crescerà di più quest’anno nell’economia mondiale e non subirà la crisi imposta dall’emergenza Covid-19 agli altri settori produttivi con un aumento stimato fino a +55%. Vediamo se questa crescita poderosa delle vendite online è solo frutto delle conseguenze sulla nostra economia del Covid-19.

 

Cause della crescita dell’e-commerce in emergenza

Infatti, nel contesto dell’emergenza sanitaria, anche gli stili di consumo hanno subito un notevole cambiamento che ha incoraggiato il ricorso al digitale per procedere alla gran parte degli acquisti. Dalle grandi catene al piccolo negozio di quartiere tutto il commercio si è dovuto rapidamente re-inventare per poter essere realizzato con modalità diverse, compatibili con la chiusura dei negozi fisici. Anche i settori meno pronti all’e-commerce, come il food e il grocery, si sono dovuti adeguare, sviluppando nuovi servizi per venire incontro ad una nuova normalità.

Negli ultimi anni la diffusione dei servizi on-line in Italia è cresciuta in modo esponenziale sebbene, rispetto alla media dei Paesi UE, il nostro Paese continui a registrare un ritardo strutturale. Sono soprattutto le carenze legate al capitale umano e alle competenze digitali, che rallentano la diffusione dell’on-line tra imprese, pubblica amministrazione e società civile. Siamo, infatti, un Paese anagraficamente anziano con una scarsissima cultura digitale. Secondo l’indice Digital Economy and Society Index (DESI) 2020 il 17% degli italiani non ha mai utilizzato internet, mentre la restante parte ne fa un utilizzo quasi esclusivamente di tipo “ricreativo”. Solo l’11% degli utenti italiani utilizza internet per la vendita di prodotti on-line, contro il 23% della media UE. Ma la distanza maggiore rispetto agli altri Paesi si registra soprattutto se si analizza il valore totali degli acquisti on-line: nel Regno Unito il volume del commercio online è di 219,3 miliardi di euro, in Germania 111,4, in Francia 60,9, in Spagna 34,7 miliardi di euro. L’Italia è solo quinta, con circa 30 miliardi di euro.

Ma come dicevamo negli ultimi mesi, proprio a causa delle misure di restrizione imposte dall’emergenza sanitaria, c’è stata una crescita esponenziale della domanda di acquisto on line da parte degli italiani, che in parte ha ridotto questo gap. Dall’inizio del 2020 a oggi sono 2 milioni i nuovi consumatori online in Italia, che vanno a sommarsi ai 27 milioni di acquirenti già presenti sui mercati virtuali. In particolare, 1,3 milioni di consumatori sono arrivati alle piattaforme di acquisto digitale proprio durante l’emergenza sanitaria del Covid-19, segnando un incremento del 300% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il Covid-19 ha rappresentato quindi per il nostro paese un potente “catalizzatore” di un processo inevitabile e progressivo che ha già interessato le altre principali economie europee e internazionali.

La reazione delle imprese

Quello che è accaduto nei primi mesi di quest’anno, per effetto del coronavirus, ci ha insegnato che l’e-commerce può essere un’opportunità per tutte le imprese anche quelle più piccole del commercio. Nel lockdown abbiamo assistito ad un nuovo fenomeno inaspettato: il cosiddetto “e-commerce di prossimità”. Tanti piccoli negozi di quartiere in poco tempo si sono attrezzati per distribuire i loro prodotti proprio sfruttando le piattaforme online (social media, Whatsapp) e utilizzando il “canale digitale” per rimanere in contatto con i propri clienti. Alcuni punti vendita si sono convertiti in hub per la preparazione ed evasione degli ordini on-line e nuove partnership sono nate per la consegna del cibo pronto, convertendo rapidamente il modello di business di tanti piccoli esercenti. Tutto questo ha creato una maggiore sinergia e fluidità tra canale online e canale offline, ed ha aperto nuovi possibili scenari anche per i piccoli commercianti che, attraverso i marketplace, possono trovare delle linee alternative di vendita, affiancando al commerce tradizionale il commercio elettronico.

Per molte imprese, soprattutto di piccole e medie dimensioni, risulta difficile intraprendere le sfide sopra richiamate: accanto al problema tecnologico, relativo all’accesso alle piattaforme digitali, si affianca quello culturale legato alla carenza di competenze necessarie ad affrontare adeguatamente i lavori del futuro. Secondo le stime dell’Osservatorio sulle Competenze digitali, tra il 2019 e il 2021 la domanda di lavoro ICT delle imprese supererà l’offerta di quasi 30 mila unità: questo significa, da un lato, che la trasformazione digitale è sempre più dirompente e pervasiva e, dall’altro, che le imprese dovranno sempre più formare e aggiornare le professionalità interne sul digitale per rimanere aggiornate e competitive sul mercato.

 

Fonte: Network Digital 360 https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/ecommerce/le-commerce-non-soffre-la-crisi-ecco-come-sostiene-il-rilancio-delle-imprese/

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